sabato 11 febbraio 2012

Un colpo a destra un colpo a sinistra.

Riporto due articoli da provenienze diverse che spiegano perché da destra e perché da sinistra si dovrebbe diffidare del governo Monti.
Io non leggo né il  Fatto Quotidiano, né il Giornale.
Allo stesso tempo però trovo che mentre tutti i giornali (Repubblica e Corriere in testa) siano semplici veline dei poteri forti, solo il Fatto Quotidiano (soprattutto nelle persone di Giulietto Chiesa, Massimo Fini e Debora Billi... Travaglio? Un disco rotto che suona le insulse ballate del triangolo Usa-Uk-Israele), il Giornale (soprattutto nella persona di Ida Magli), assieme a Liberazione e raramente Il Manifesto (deludente soprattutto nella politica estera, quando finge di essere "pacifista" ma poi rilancia tutte le balle della Nato come nel caso Libia o Siria) e Libero (inutilmente e schifosamente razzista e soprattutto liberista), ogni tanto tirano fuori qualcosa (ma bisogna saper scavare bene), tra tante bischerate, di interessante sul tema dell' Europa, della moneta, della finanza e del governo Monti.

Quindi partiamo da "sinistra" e leggiamo:



Goldman Sachs, il lato ombra di Draghi e Monti
Nei giorni scorsi Le Monde ha scritto che la Goldman Sachs rappresenta il lato ombra di Mario Draghi, ex governatore della Banca d’Italia e attuale presidente della Bce. Alla lista va aggiunto anche Mario Monti. Vediamo perché.

La Goldman Sachs è la più potente banca d’affari americana, che condiziona mercati e governi. Ha detto la verità il trader indipendente Alessio Rastani, prendendosi gioco della Bbc e rilasciando un’intervista in cui dichiarava che “i governi non  governano il mondo, Goldman Sachs governa il mondo”. Nel film Inside Job, del regista Charles Ferguson, la banca d’affari risulta tra le protagoniste della crisi economica innescata nel 2008 negli Stati Uniti. In questo lungo post sul mio blog trovate la storia completa.

Ma è interessante notare come gli uomini della Goldman hanno ricoperto incarichi importanti nell’amministrazione Usa, arrivando a ruoli di primo piano. Durante l’amministrazione Clinton l’ex direttore generale della Goldman Sachs, Robert Rubin, divenne sottosegretario al Tesoro. Nel 2004, Henry Paulson, amministratore delegato dalla Goldman, fece approvare alla Commissione dei Titoli e Scambi un aumento dei limiti sul rapporto di indebitamento, permettendo alle banche d’investimento di avere ulteriori prestiti da utilizzare  per manovre di speculazione. Nel 2005 Raghuram Rajan, capo economista del Fondo Monetario Internazionale (2003-2007) pubblicò un rapporto in cui annunciava il rischio che le società finanziarie, assumendo grandi rischi per realizzare enormi profitti a breve termine, avrebbero potuto far collassare il sistema economico. Nella prima metà del 2006 la Goldman Sachs vendette 3,1 miliardi di dollari di Cdo e in quel periodo l’amministratore delegato era proprio Henry Paulson. Il 30 maggio 2006 George Bush lo nominò segretario del Tesoro e fu costretto a vendere le sue azioni della Goldman, intascando 485 milioni di dollari (e grazie a una legge di Bush padre non pagò nessuna tassa).

Nell’aprile del 2010 i dirigenti della Goldman Sachs furono costretti a testimoniare al Congresso americano:Daniel Sparks, ex capo reparto mutui della Goldman (2006-2008) dovette riferire su alcune email in cui definiva certe transazioni “affari di m…”. Fabrice Tourre, direttore esecutivo prodotti strutturati della Goldman Sachs vendeva azioni che definiva “cacca”. Llyod Blankfein, presidente di Goldman, e David Viniar, vicepresidente esecutivo, sotto le pressanti domande del senatore Carl Levin furono costretti ad ammettere che sapevano di vendere spazzatura.

Purtroppo anche Barack Obama ha confermato il potere della banca d’affari. Il nuovo presidente della Federal Reserve Bank di New York (principale azionista della Fed) è William Dudley, ex capo economista della Goldman (che nel 2004 lodava i derivati). Capo del personale del dipartimento del Tesoro è Mark Patterson, ex lobbista della Goldman Sachs. A capo della Cfct si è insediato Gary Gensler, ex dirigente della Goldman Sachs che aiutò ad abolire la regolarizazione dei derivati.

Anche in Europa la Goldman manovra da tempo. Nel 1999 la Grecia non aveva i numeri per entrare nell’euro. Quindi truccò i bilanci. Su Presseurope Gabriele Crescente scrive: “Nel 2000 Goldman Sachs International, la filiale britannica della banca d’affari americana, vende al governo socialista di Costas Simitis uno “swap” in valuta che permette alla Grecia di proteggersi dagli effetti di cambio, trasformando in euro il debito inizialmente emesso in dollari. Lo stratagemma consente ad Atene di iscrivere il ‘nuovo’ debito in euro ed escluderlo dal bilancio facendolo momentaneamente sparire. E così Goldman Sachs intasca la sua sostanziosa commissione e alimenta una volta di più la sua reputazione di ottimo amministratore del debito sovrano.”

Ora torniamo a Mario Draghi. Dal 2002 al 2005 è stato vicepresidente e membro del management Committee Worldwide della Goldman Sachs. Insomma: proprio nel periodo in cui in America le banche d’affari erano scatenate in manovre speculative e scavavano il baratro finanziario che si è materializzato nel 2008, trascinando il resto del mondo. Non sapeva nulla di queste tendenze l’economista italiano?

Anche Mario Monti lavora per la banca d’affari: dal 2005 è International Advisor per Goldman Sachs e precisamente membro del Research Advisory Council del “Goldman Sachs Global Market Institute”. Cioè dall’anno in cui si stava progettando la crisi economica mondiale, di cui parlerò in una conferenza gratuita.

Queste informazioni, purtroppo, la stampa italiana le ha ignorate. Ma la Rete no.  Durante la seconda puntata di Servizio Pubblico il blogger Claudio Messora ha spiegato il rapporto tra Mario Monti e la Goldman. E ha citato un articolo di Milano Finanza che – unica eccezione – ha rivelato il ruolo della Goldman Sachs nel rialzo dello spread dei titoli italiani in questi giorni. In pochi minuti su Facebook è cambiata l’opinione degli utenti all’interno di un sondaggio: prima volevano Monti presidente del Consiglio, dopo le rivelazioni hanno cambiato idea. E’ la prova che se l’informazione facesse il suo dovere avremmo meno lobby al potere e più democrazia.


Monti dichiari in pubblico di aver chiuso coi poteri forti

Dalla Trilateral al Bilderberg: è ora che il premier chiuda i suoi rapporti con le lobby dei poteri forti. Queste organizzazioni influenzano di sicuro le scelte dell'esecutivo. Il problema coinvolge anche molti ministri

Per 18 anni il centro-sinistra ha messo in croce Silvio Berlusconi denunciando il conflitto d’interessi, salvo poi rivelarsi tutt’altro che interessato a dirimere questo conflitto perché sarebbe venuta meno la possibilità di identificarsi come «anti-Berlusconi», che è stato l’unico collante che ha consentito al centro-sinistra di restare unito.
Nel caso di Mario Monti e del suo governo di banchieri e di tecnocrati il conflitto d’interesse è dirompente e pressoché generalizzato, eppure sembra che non scandalizzi più la nostra classe politica che ha scelto di auto-commissariarsi. Ebbene a noi cittadini italiani interessa assai perché se nel caso di Berlusconi il sospetto era legato al possibile vantaggio personale, nel caso di Monti la conseguenza concerne la perdita della nostra sovranità nazionale e la sottomissione dell’Italia ai poteri finanziari forti che si incarnano nelle istituzioni internazionali a cui lo stesso Monti aderisce con incarichi di responsabilità: Goldman Sachs, Commissione Trilaterale, Gruppo Bilderberg e Moody’s.
A dispetto del diniego di Monti espresso in Parlamento al momento della richiesta del voto di fiducia, noi possiamo documentare che lui fa parte di queste istituzioni. Gli chiediamo pertanto una dichiarazione pubblica in cui Monti affermi di non farne più parte e di non essere in alcun modo vincolato al perseguimento dei lorointeressi che non solo non collimano ma sono in contrasto con l’interesse nazionale dell’Italia che Monti ha giurato di salvaguardare all’atto formale del suo insediamento.
In una brochure pubblicata in occasione della conferenza annuale organizzata dall’Eabis (Accademia europea dell’impresa nella società), svoltasi l’11 e il 12 settembre 2006 presso la sede della Scuola manageriale Sda Bocconi a Milano (http://www.econometica. it/allegati/5th_Colloquium_ Programme_ Brochure. pdf) si elencano le cariche ricoperte da Monti nelle istituzioni che corrispondono ai poteri finanziari forti. Monti fin dal 2005 è consulente internazionale della Goldman Sachs, la più grande e potente banca d’affari al mondo (http:// www2.goldmansachs.com/ investor-relations/financials/cu rrent/annual-reports/2010-arpdf- files/GS_AR10_Allpages. pdf); dal 2010 è membro del Consiglio direttivo del «club Bilderberg » (organizzazione che dal 1954 si riunisce una volta all’anno a porte chiuse e ai cui incontri, protetti da strettissime misure di sicurezza, partecipano, tra gli altri, i presidenti del Fondo monetario internazionale, della Banca mondiale e della Federal reserve; i presidenti di alcune tra le maggiori corporation mondiali quali Coca Cola, British Petroleum, Chase Manhattan Bank, American Express, Goldman Sachs, Fiat, Microsoft; vicepresidenti degli Stati Uniti,direttori della Cia e dell’Fbi, Segretari generali della Nato, senatori americani e membri del Congresso, primi ministri europei, capi dei partiti di opposizione, editori e direttori dei maggiori media mondiali); sempre dal 2010 è anche presidente del Gruppo europeo della «commissione trilaterale» (http://www.trilateral. org/go.cfm?do=Page.View& pid=34) altra organizzazione che tiene i suoi incontri in forma strettamente riservata, fondata nel 1973 dal magnate statunitense David Rockefeller, ufficialmente per favorire la cooperazione tra Europa, Stati Uniti e Giappone; Monti nel 2010 risultava membro del «Comitato consultivo di alto livello per l’Europa» di Moody’s, una delle maggiori agenzie di rating al mondo; Monti risulta essere il presidente della lobby belga «Bruegel », un think tank fondato nel 2005 che sta spingendo per l’unione fiscale dei paesi membri dell’Ue (ovvero per un ulteriore trasferimento di sovranità dagli Stati nazionali all’Unione Europea), composto da esponenti di spicco di 16 Stati e 28 multinazionali, alcune delle quali sono frequentatori abituali di altri club privati: Microsoft, Google, Goldman Sachs, Samsung, la Borsa di New York (Nyse), Unicredit. Dal momento che le suddette organizzazioni, le cui riunioni avvengono con la sola partecipazione dei membri e degli invitati e sono rigorosamente interdette agli estranei, esercitano un’influenza ed un condizionamento crescente sull’opinione pubblica e le dinamiche politiche degli Stati nazionali (al punto che secondo alcuni sarebbero ormai quelle le vere sedi decisionali del pianeta, le assemblee legislative essendo ridotte a ruolo di facciata), il fatto che ad esse partecipino, addirittura con ruoli dirigenziali, alti esponenti delle istituzioni non eletti dal popolo italiano ed imposti con metodi ampiamente discutibili, sfruttando situazioni di emergenza create ad hoc dagli stessi soggetti che poi propongono le soluzioni, non può non destare estrema preoccupazione.
Da qui l’esigenza che Monti chiarisca senza ambiguità e reticenze che si è dimesso dagli incarichi ricoperti in tali organizzazioni e, conformemente al giuramento prestato, eserciterà le sue funzioni«nell’interesse esclusivo della nazione». Il conflitto d’interesse è esteso anche a diversi ministri del governo Monti che ricoprivano incarichi in istituti di credito bancario e che mantengono la proprietà delle azioni anche se si sono dimessi dalle loro cariche dopo la nomina nel Governo: Corrado Passera, ministro dello Sviluppo economico e Infrastrutture,era l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo.
Elsa Fornero, ministro del Lavoro, delle Politiche sociali e delle Pari opportunità, è stata vicepresidente del Consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo. Francesco Profumo, ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, ha fatto parte dei Consigli di amministrazione di Telecom Italia, di Pirelli e di Fidia. Piero Gnudi, ministro del Turismo e dello Sport, ha ricoperto la carica di consigliere in Unicredit, in Astaldi e nel Gruppo 24 ore. Piero Giarda, ministro dei Rapporti con il Parlamento, è stato membro dei consiglio di sorveglianza del Banco Popolare. Paola Severino, ministro della Giustizia, è stata il legale di Francesco Gaetano Caltagirone, Cesare Geronzi, Romano Prodi e Giovanni Acampora. Monti sappia che facciamo sul serio.
Non ci accontenteremo delle battute fatte il 18 novembre alla Camera richiedendo il voto di fiducia ( «Di poteri forti in Italia non ne conosco, magari l’Italia avesse un po’ più di poteri forti»). O dichiari pubblicamente di non far più parte dei poteri finanziari forti che hanno realizzato con successo il colpo di Stato finanziario prima in Grecia e poi in Italia, oppure si assumerà le sue responsabilità morali, politiche e legali di fronte al popolo italiano che non avrà titolo per governare.

Il salvatore dell' Europa

DI GZ
cobraf.com

Monti è celebrato da Obama oggi come se fosse Nelson Mandela, parla di "progresso spettacolare" e "partenza a razzo" dell'Italia "Washington accoglie a braccia aperte" Mario Monti, "tutti alla ricerca di 'un pezzo' di Mr. Monti" il quale da parte sua dichiara che vuole "cambiare il modo di vivere degli italiani". Monti è lodato dalla Merkel praticamente ogni giorno, con commenti e foto in cui sembra voglia mollare il marito per Monti e ieri Monti è finito sulla copertina delle riviste americane come "salvatore dell'Europa" (che abbia salvato l'Italia è già scontato). Era dai tempi di Cavour che un primo ministro italiano non era tanto lodato all'estero. E questa incredibile corte di elogi sperticati a SuperMario spiega buona parte del rialzo dei mercati, che da agosto erano stati paralizzati dalla paura del terribile mostro del Debito Pubblico Italiano.

Nel frattempo la Grecia che sta applicando una "cura Monti" da un paio d'anni si sta disintegrando economicamente (-15% la produzione industriale a dicembre), socialmente (48% la disoccupazione giovanile) e politicamente con il partito socialista Pasok, che ha passato queste misure, crollato dal 45% all'8% nei sondaggi. Oggi la "Troika dell'Eurozona" dopo mesi di pressione ancora non ha offerto i 120 miliardi del salvataggio perchè chiede un altro mezzo miliardo di euro di tagli ai greci. 

Sempre oggi invece l'Inghilterra ha annunciato tranquillamente e allegramente che la Banca di Inghilterra stamperà altri 50 miliardi di sterline (70 miliardi di euro!) per comprare titoli di stato. I Greci si dissanguano per pagare interessi sui loro titoli pubblici, gli italiani si fanno succhiare il sangue da Monti, gli inglesi invece stampano 70 miliardi di euro allegramente per comprarli.

A nessuno viene in mente di chiedere a Monti perchè non fa come gli inglesi invece di aumentare le tasse e fare tagli per 85 miliardi. Anche perchè intanto il Fondo Monetario, giudica che l'austerità in realtà sta affossando l'economia italiana (quella tedesca invece forse ne beneficia ?). Hai negli ultimi giorni un inversione ad U sulla politica fiscale del Fondo Monetario, passando in pochi mesi dalla sollecitazione all’austerità all’invito a non esagerare. Questo perchè il Fondo calcola ora CHE in Europa in media il deficit pubblico calerà, con le varie austerità, del -3% del PIL. E dice che è un ERRORE

Il direttore del Dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale, Carlo Cottarelli, ha scritto che il FMI stima un calo del rapporto deficit-Pil, nel 2011 e 2012 di ben due punti percentuali per la media dei paesi sviluppati, mentre per l’Eurozona questo rapporto sale addirittura a tre punti percentuali. Una stretta fiscale mozzafiato, che rischia di innescare una recessione largamente autoinflitta. E quindi, dopo le prese di posizione di Christine Lagarde e del capoeconomista Olivier Blanchard, si conferma che il FMI sta reiterando l’invito a non pestare troppo sul freno fiscale, malgrado il vertiginoso aumento di indebitamento pubblico dei paesi sviluppati negli ultimi anni. Scrive infatti Cottarelli: «In un contesto di crescita ragionevolmente buona, il passo [corrente] di aggiustamento andrebbe bene, ma nell’attuale ambiente macroeconomico più debole, ridurre rapidamente i deficit potrebbe porre un rischio per la ripresa economica» 

Per l'Italia si stima, vedi qui oggi Dumas dell'ottima LombardResearch che "il programma di Monti è di tagliare del -4% del PIL il deficit pubblico" (tramite tasse più che altro). Non è mai successo che con un economia debole si tagliasse un -4% di Pil di deficit pubblico. Bisogna tenere presente che Mario Monti è la stessa persona che cinque anni fa giudicava che "l'euro è un successo, soprattutto per la Grecia". Dopo l'accordo della Grecia per il suo debito arrivato oggi, che ha spinto in su i mercati tutta la settimana, i bonds greci quotano sui 28-29...

GZ
Fonte: www.cobraf.com
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10.02.2012

martedì 7 febbraio 2012

Governo Monti, Club Bilderberg e poteri occulti.

Il sempre ottimo Maurizio Decollanz Presa diretta parla di omicidio Moro, complotti, poteri forti, poteri occulti, Club Bilderberg, Commissione Trilaterale e Mario Monti.

Non ho tempo di guardarmelo adesso perché tra poco ho l'ennesimo colloquio di lavoro sperando che non sia l' ennesima truffa. Io lo guarderò interamente domani, ma se qualcuno passasse da questo anonimo e minuscolo blog potrebbe trovarlo interessante.

Aggiornamento sul colloquio di lavoro: ho controllato su internet, si tratta di contratti-truffa porta a porta per una nota e pubblicizzata agenzia di energia elettrica... Meno male che al telefono mi avevano detto che non si trattava di un cazzo di porta a porta. Quindi il programma della giornata è: adesso finisco l'ottimo libro che sto leggendo, mi metto in tuta, faccio palestra e mi guardo il video.
In culo al libero mercato.


lunedì 6 febbraio 2012

Byoblu da Santoro su Mario Monti

Il proprietario del sito http://www.byoblu.com/ su Mario Monti, Goldman Sachs e Bilderberg a Servizio Pubblico di Michele Santoro.

Notate il comportamento "superpartes" del sempre partigiano Santoro, ma ancor più un peccato sono le ovvietà/truffe/cazzate di Vittorio Feltri sul debito... eppure, qualche volta il suo giornale qualche cosa di giusto in merito lo ha detto: -link-, -link- e -link-. Feltri evidentemente non c'era e se c'era dormiva.

Governo Monti: l'ombra del Bilderberg.


Intanto iniziamo a spiegare cosa siano il Bilderberg e la Commissione Trilaterale, copierò di tanto in tanto articoli che ne parlano, poi al lettore è consigliato di continuare in proprio la ricerca.
Da notare che personalmente ho una visione un po' più complessa (e credo anche completa, sia nel male, ma anche nel bene) rispetto a tematiche come la "framassoneria" che potete trovare citata in articoli come questo, questo però non è argomento di questo blog. Forse un giorno ne aprirò uno dove tratterò l'argomento nel modo più completo possibile.
Comunque, iniziamo da qua:


Mario Monti, il prossimo presidente del Consiglio voluto da Giorgio Napolitano, è esponente di primo piano del Club Bilderberg, una associazione al limite del segreto che raggruppa le personalità più influenti del pianeta: politici, economisti, imprenditori, militari che annualmente si riuniscono per decidere le sorti del pianeta. La crisi italiana, eterodiretta da una potentissima centrale di potere, rischia di trasformarsi nella tomba della democrazia. La strada del voto, e quindi della legittimazione popolare del Governo, sembra eclissarsi definitivamente.

Monti e il Bilderberg, un colpo alla nuca della democrazia

Giorgio Napolitano, il comunista migliorista che approvò (pentendosene solo molti anni dopo) l’ingresso dei carri armati sovietici nell’Ungheria del ’56, ha nominato Mario Monti senatore a vita e, ad ore, si accinge a farlo anche Capo del governo. Ad applaudire la scelta, principalmente, è l’asse BCE-FMI, ovvero la banda Bassotti di tecnocrati, banchieri e speculatori internazionali che fanno capo alla Banca centrale europea e al Fondo monetario internazionale. Gli applausi più fragorosi, tuttavia, giungono dal club Bilderberg, cioè dalla cabina di regia dell’intera operazione. Il club Bilderberg (il nome è dell’albergo dove avvenne la prima riunione) , ovvero il club dei padroni del pianeta di cui Monti, da anni, è parte integrante. Mai, come in questo caso, per capire la scelta compiuta dalla banda Bassotti bisogna risalire “a monte”. Il club, o gruppo Bilderberg, è ignoto alla stragrande maggioranza del globo terracqueo, fattore che ne determina l’influenza occulta e la manipolazione segreta di tutte le principali decisioni che governano il pianeta. Stiamo parlando di circa un centinaio di persone potenti e influentissime, politici, economisti, imprenditori e militari collocati in posti chiave e strategici, che annualmente, dal 1954, si riuniscono in piccole cittadine, lontano dagli occhi della pubblica opinione, per assumere decisioni che riguardano il destino di milioni di inconsapevoli persone. Nel corso di questi meeting (nel 2004 lorsignori si sono riuniti in Italia, a Stresa) la stampa è tenuta rigorosamente alla larga e vige per i protagonisti il divieto assoluto di rilasciare qualsiasi tipo di dichiarazione. Per capirci, del Bilderberg ha fatto parte il banchiere David Rockfeller (uno dei fondatori) e ne fa tuttora parte Henry Kissinger, il potentissimo segretario di stato di Richard Nixon al centro delle più inquietanti trame internazionali degli anni ’70. Kissinger, per capirci, è l’uomo del golpe cileno e dello scandalo Watergate. Ma senza andare a ritroso nel tempo, e per restare a casa nostra, nel Bilderberg troviamo le tracce dell’ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, del neopresidente della BCE, Mario Draghi, del pupillo di casa Agnelli, John Elkan, del numero uno di Telecom Italia, Franco Bernabè e, per finire, il presidente del consiglio in pectore – quello voluto da Napolitano – Mario Monti.

L’ex comunista migliorista ha deciso quindi di puntare su un uomo che è, nella migliore ipotesi, espressione del Gotha finanziario mondiale, mentre nella peggiore è parte integrante di un club di framassoni che decidono i destini del mondo. Invitiamo, tra coloro che ne volessero sapere di più, alla lettura dell’illuminante volume “Il club Bilderberg – La storia segreta dei padroni del mondo” del giornalista spagnolo Daniel Estulin. Un’inchiesta rigorosa e inquietante dove i lettori italiani potranno conoscere un aspetto segreto del prossimo premier.

E’ chiara, almeno ai nostri occhi, la deriva verso la quale ci stiamo avviando, quella di un esproprio progressivo della democrazia. La parabola berlusconiana ha fatto credere agli italiani che, contrariamente all’adagio popolare, al peggio vi fosse un limite. Invece non è così: il peggio deve ancora venire. Stiamo finendo nelle mani della più grande macchina di macelleria sociale che il mondo conosca, quella di una camarilla di plutocrati manovrati dalla più grande centrale di potere al mondo: il Bilderberg, appunto. Sorprende, in tutto questo, il ruolo di Giorgio Napolitano, levatrice di quello che si annuncia il più grande infarto della democrazia italiana. Il Capo dello Stato, dinanzi al crollo del berlusconismo, finito nel nulla come dal nulla era nato, aveva un solo dovere, che non è quello imposto dalla prassi, cioè di esplorare la possibilità di governi alternativi, ma quello imposto dalla realtà dei fatti: restituire la parola agli elettori e consentire l’insediamento di un governo legittimato dal consenso popolare. Il governo Monti, eterodiretto dai marescialloni del Bilderberg, è il colpo di nuca alla democrazia italiana.

di Pasquale Di Bello 

Tratto da: http://informazioneconsapevole.blogspot.com/2011/11/governo-montilombra-del-bilderberg.html




Per i pigri:


Scopo di questo blog: l' unità.

Il titolo del blog è una provocazione: è ovvio che non credo che l'uscita di scena di Mario Monti risolva qualcosa, così come non credo che nel panorama politico italiano (ma vogliamo dire nord-occidentale?) ci sia qualcuno con le idee abbastanza chiare da portarci fuori dalla crisi che stiamo vivendo. E, detto tra noi, non credo nemmeno che la crisi debba per forza di cosa essere un male, se potrà servire a spronare gli uomini a ripensare il loro sistema economico-politico-sociale verso nuovi valori.

La società del consumo sta distruggendo il nostro sistema ecologico e quello dei valori.
Il liberismo sta distruggendo le nostre relazioni sociali.

Il governo Monti in tutto questo non è che la punta di un iceberg molto più grande: esso simboleggia la parte più spudorata di questo sistema di potere che deve finire: fino ad oggi siamo stati governati da politici che ricevevano gli ordini dai banchieri ma ora, visto che i politici si sono dimostrati troppo timidi rispetto ai dictat di organizzazioni come FMI, BCE e Gruppo Bilderberg, il governo è stato dato, tramite un mezzo golpe (sarebbe stato un vero golpe solamente se precedentemente ci fosse stata una vera democrazia... e non parlo solo della situazione italiana o del governo Berlusconi, ci mancherebbe, parlo dell' intero sistema politico dell' occidente) direttamente ai dipendenti/membri di tali organismi criminali.

In questo modesto e minuscolo blog io non mi rivolgo a Ferrando e Fiore, i quali non si prenderanno mai per mano, e nemmeno mi rivolgo a Vendola e Storace, che devono recitare la loro parte di indignati per galvanizzare il proprio elettorato ma allo stesso tempo devono mantenere un basso profilo per giustificare le loro alleanze a livello locale... men che mai mi rivolgo ai vari Bersani e Alfano i quali conoscono benissimo i come ed i perché del potere e ci si muovono tutto sommato bene, come avvoltoi su una carcassa.
Io mi rivolgo al popolo, voi che per anni avete votato il partito X contro il partito Y, o il partito Y perché vi è stato detto che quello X era l'incarnazione del male... vi hanno usati! Ci hanno usati! Mi hanno usato!

La crisi è un processo irreversibile ma dove andrà a parare dipende da noi: se ci getteremo contro il capro espiatorio di turno faremo il gioco del potere, ed il gioco del potere ad oggi è chiaro: mettere tutti contro tutti.
Non cadete nella trappola della contrapposizione tra "lavoratori troppo garantiti" (schiavi certificati) contro quelli "poco garantiti" (schiavi non certificati), dei "dipendenti fannulloni" contro "evasori", la "destra" contro la "sinistra", i "berlusconiani" contro gli "antiberlusconiani", i pensionati contro i bamboccioni, gli immigrati contro gli autoctoni... non ci cadete!
Si chiama Dividi et Impera, si chiama "tutto cambi affinché nulla cambi", ed è proprio in quel punto in cui ci vogliono portare.

Loro sono pochi, noi cosa stiamo facendo?
C'è un solo modo di batterli: "Sii il cambiamento che vorresti vedere nel mondo" (cit. Gandhi).
Il mezzo non giustifica il fine: il mezzo è il fine.

sabato 4 febbraio 2012

Crozza su Mario Monti e Goldman Sachs

Divertentissimo intervento di Maurizio Crozza sul governo Monti e sull'opportunità di dare il governo in mano alle banche per risolvere la crisi di debito creata dalle banche:


Buon divertimento.